Il rimpiazzo del Puzzone

Santoro, sul Corriere, dice di voler cominciare a parlare coi ricchi e prendere un drink al Billionaire. Il rude Michele fa i complimenti a Bruno Vespa e tesse, infine, l’elogio di Maria De Filippi. Ed è più di un segnale tutto ciò. Matteo Renzi, poi, va a pranzo con Alfonso Signorini. Ed è un fatto. Signorini non è un Veneranda qualunque. E’ il direttore di Chi, ossia la torpediniera più smagliante della flotta Mondadori. E tra fatti e segnali, c’è una morale: ancora non se n’è andato via il Puzzone e tutti stanno già a spartirsi il parco “mostri” dell’Italia più sgargiante.
17 AGO 20
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Santoro, sul Corriere, dice di voler cominciare a parlare coi ricchi e prendere un drink al Billionaire. Il rude Michele fa i complimenti a Bruno Vespa e tesse, infine, l’elogio di Maria De Filippi. Ed è più di un segnale tutto ciò. Matteo Renzi, poi, va a pranzo con Alfonso Signorini. Ed è un fatto. Signorini non è un Veneranda qualunque. E’ il direttore di Chi, ossia la torpediniera più smagliante della flotta Mondadori. E tra fatti e segnali, c’è una morale: ancora non se n’è andato via il Puzzone e tutti stanno già a spartirsi il parco “mostri” dell’Italia più sgargiante. Tutta la speciale distinzione della sinistra, la superiorità etica, va a carte quarantotto se poi lo stilista Roberto Cavalli, malgrado tutto il botulino nelle guanciotte, diventa un eroe per il Fatto quotidiano. Cavalli rinuncia a champagne, yacht e modelle e si rivela ben più di un semplice manettaro, un delatore piuttosto: “Quando vedo le Ferrari parcheggiate in giro”, confida a Beatrice Borromeo che lo intervista, “mando le targhe ai Finanzieri”.
Ecco, Cavalli è un altro di quelli appena saliti sul carro di Renzi e se fosse solo per la natura furbacchiona del sindaco di Firenze, sarebbe facile far combaciare l’eterna Italia dei buzzurri con quella del potere ma c’è questo dettaglio della sinisteritas, questo ostinato fatto tutto leninista – quello di volere prendere possesso del Pd – che fa già impazzire la maionese. Ed è motivo sufficiente per avere una facile profezia: tutto l’anatema antropologico speso contro il ventennio puzzone tornerà addosso alla sinistra. Dovrà, insomma, farsi “puzzona” la sinistra per vincere con Renzi. Dovrà rinunciare ai sandali Prada, un tempo feticcio distintivo dei Girotondi alto-borghesi e calzare le babbucce di Briatore. Dovrà, poi, essere fichissima e perciò berciare nel linguaggio proprio di chi parcheggia in seconda fila e dovrà, questa sinistra, dismettere l’uggia della Ditta e destinarsi così al surrogato. Quel Renzi, seduto a tavola con Signorini, è certamente il candidato alla segreteria del Partito democratico. E siccome il fatto è ostinato, ma ancor di più l’interpretazione, quel Renzi lì, visto al desco del campione tra i campioni dell’immaginario berlusconiano, risulta nell’esito di una nemesi. Come un rimpiazzo del Puzzone. Manco il tempo di vederlo andare via, dunque, il Puzzone, che devono riprenderselo giusto i suoi carnefici. In forma di surrogato.